Selene Verri nasce in un bel giorno di primavera del 1971 all’ospedale San Carlo di Milano, e rischia subito la vita attorcigliandosi il cordone ombelicale intorno al collo. Si fa strada quindi cianotica e un po’ affannata verso l’universo parallelo che le garantisce di restare in vita, pur facendosi investire da due auto, in rapida successione: la prima volta a tre anni. In quell’occasione, aveva deciso di attraversare la strada, nonostante il monito dei genitori, dopo che il cugino di un anno e mezzo più grande l’aveva fatto. Il suo pensiero era stato: “Se può lui, perché non io?”. L’essere sopravvissuta senza un graffio alle ruote della vettura che sopraggiungeva l’ha incoraggiata a fare di questo prematuro pensiero il suo motto-guida nelle avversità della vita.
Secchiona e ribelle al tempo stesso, non riesce mai a terminare un ciclo di studi con il massimo dei voti: dopo un Distinto in terza media (“Che cosa hai portato per Musica?” “Schubert”. “Che cosa ci puoi raccontare di Schubert?” “Mi sono dimenticata di studiarlo”) e un 58/60 al liceo, si convince presto di essere destinata a laurearsi con 108/110. E così sarà, in un bel giorno d’autunno del 2001 (sì, mi sono laureata a 30 anni, e allora?).
Di formazione umanistica, ma appassionata di materie scientifiche, si trova a una svolta quando un professore, Carlo Pagetti, appena sbarcato all’Università Statale di Milano, propone un corso monografico sulla letteratura fantascientifica. Selene rispolvera gli amati Urania, e si tuffa nella nuova avventura, laureandosi con una tesi dal titolo “Politiche parallele: Potere e scrittura nella fantascienza di lingua inglese”. Titolo suggerito dalla brillante relatrice, la professoressa Caroline Patey.
Per il versante giornalistico, invece, vi affiderò a questo filmato (se così vogliamo chiamarlo) e per tutto il resto, troverete ampio materiale sul sito, e poi sul blog.
Intervista con me stessa
by: falena
Video realizzato con xtranormal. Voce registrata su Galaxy Tab 7" con Soundcloud. Montaggio audio realizzato con Audacity.

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